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lunedì 25 febbraio 2013

La prima accademia del Tartufo

Salva guardare il tartufo nero di Norcia e promuoverne la conoscenza nel mondo. Il Consorzio Soloumbria che unisce 3 aziende della Valnerina intorno a valori etici come la sostenibilità ambientale scende in campo in difesa del patrimonio gastronomico e culturale del territorio con l'obiettivo di preservare la qualità dei prodotti e accrescere la consapevolezza del consumatore. Dopo aver sostenuto il progetto Sales per Cibum, che punta alla divulgazione di un comportamento alimentare sano e sostenibile e a garantire scientificamente il diritto alla salute del consumatore attraverso un disciplinare scientifico, il Consorzio investe su un progetto di valorizzazione del diamante nero della tavola.

In occasione dell'inaugurazione del cinquantesimo anniversario della mostra Nero Norcia organizzata dal Comune, annuncia la nascita della prima Accademia del tartufo nero al mondo e la creazione di una Carta etica. Un vero e proprio "regolamento" per ali addetti al settore della ristorazione di tutta Italia, ma anche per politici, giornalisti, che intendono contribuire alla conoscenza e alla corretta utilizzazione del prodotto. La capitale italiana del tartufo nero diventa ente capofila di un movimento nato per difendere il Re della tavola

"Mai perdere di vista l'obiettivo qualità”. Un dettato che riguarda non solo il Tartufo nero pregiato ma tutte le risorse enogastronomiche e non del territorio della Valnerina. Il consorzio riunisce. con un unico credo enti pubblici produttori locali e i principali attori del turismo. Il "gusto della tradizione" viene riproposto in esperienze di viaggio uniche, come scuole di cucina per amici alle prime armi, amatori, lezioni di norcinerie, lavorazioni dal vivo di cioccolato, visite agli eremi nascosti. visite alle antiche cantine dove stagionano i prodotti più prelibati, camminate nei boschi del Parco nazionale dei monti Sibillini alla ricerca del tartufo con cani addestrati e percorsi d'avventura.

La Valnerina e il Parco nazionale dei monti Sibillini sono un paradiso gastronomico in cui primeggia il fascino dell'altipiano di Castelluccio caratterizzato da fioriture multicolore. Qui è possibile praticare molti sport all'aria aperta, come trekking. escursioni con asini e muli, passeggiate a cavallo orientering, deltaplano. parapendio, ciaspolate e nordic walking.

Corriere dell'Umbria Lunedì 25 Febbraio 2013

mercoledì 29 giugno 2011

Turismo in crescita a Norcia e in tutta la Valnerina

Comincia bene il 2011 per gli operatori del settore turistico nella Valnerina. Segnali incoraggianti che fanno ben sperare per l'imminente stagione estiva. Ma vediamo i numeri che fotografano un trend piuttosto buono in Valnerina per i primi 5 mesi del 2011.
Da gennaio a maggio, infatti, le strutture ricettive della zona hanno registrato circa 85 mila presenze e 46 mila 200 arrivi. I dati del servizio turistico parlano di un aumento sensibile rispetto allo stesso periodo nel 2010, durante il quale si registravano circa 78 mila 400 presenze. Le statistiche sono relative alle città di Cascia, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino e Vallo di Nera. In percentuale fino ad oggi le presenze turistiche in Valnerina sono cresciute di circa l'8,5%.
Dati che fotografano un incremento anche per quanto riguarda i settori alberghiero ed extra alberghiero, con un trend positivo maggiore per quanto riguarda il primo caso. Una / due notti la media delle permanenze. I dati giunti dal servizio turistico della Valnerina riconfermano il successo che questi luoghi riscuotono tra i turisti italiani.
Per quanto riguarda i visitatori provenienti dalle regioni del centro sud, Campania, Lazio e Puglia sono le aree dalle quali giungono maggiori flussi turistici. Dal Lazio, ad esempio sono arrivati quasi 11mila persone, per un totale di 20mila 800 presenze. Bene anche il turismo dal centro nord: da Veneto, Lombardia e Piemonte i flussi maggiori. É del Veneto il primato con 2mila 100 arrivi e 3mila 130 presenze nel 2011 contro mille e 700 arrivi e 2mila 700 presenze dell'anno scorso.
Si tratta di dati significativi, che descrivono una situazione buona per quanto riguarda il turismo proveniente dall'Italia. Più che buono anche il trend dei turisti stranieri passato da 8 mila 900 presenze a circa 11 mila - oltre il 20% in più. Le statistiche sono positive per quasi tutti i comuni della valle del Nera, leggera flessione solo nei comuni di Vallo di Nera, Poggiodomo e Sant'Anatolia di Narco. Cascia e Norcia le città che fanno da traino per l'intero movimento turistico. Tra le località che hanno registrato numeri record rispetto al 2010 Preci. Una fase positiva, quindi, per il turismo in Valnerina che offre diverse attrattive tra le quali paesaggi di straordinaria bellezza, sostenuti da servizi turistici di qualità.

lunedì 23 agosto 2010

Parco fluviale del Nera - Resa dei conti per la Valnerina

Il piatto piange, le risorse sono a secco. "o si cambia o si muore". Per il presidente della Comunità montana della Valnerina, Paolo Silveri, non ci sono alternative.
"o si rilanciano veramente gli investimenti sui parchi, oppure lo si dica chiaramente: senza soldi non si fa niente. Capisco le difficoltà della Regione e le comprendo fino in fondo considerati i tagli della finanziaria, ma alla fine chi ci rimette siamo poi noi e i dipendenti del nostro Parco. Quanti sono? Due. Uno distaccato dalla Regione, tra l'altro. Svolgono da soli un lavoro enorme, lontani dai fari della ribalta e con grande dedizione per le istituzioni."
Progetti, idee per il Parco fluviale del Nera? Tutto fermo. Silveri dice:
"Si potrebbero fare tantissime cose, soprattutto in una regione come la nostra che ha sempre fatto dell'ambiente uno dei suoi punti di forza. Bisogna solo vedere se c'è ancora la possibilità di farlo. Già noi ci mettiamo del nostro, a livello di soldi, per mandare avanti il parco e renderlo appetibile per i turisti. Ma, se saranno confermati i tagli, non vedremo un becco di una lira."
Dove andranno a prendere i soldi le Comunità montane?. Alla Valnerina, ente gestore del Parco Fluviale del Nera, la vedono grigia.
"Al momento ci risultano un taglio completo dei fondi per i parchi. Non siamo quindi in condizioni di poter programmare niente, perché nel giro di due anni siamo passati da uno stanziamento di fondi, da parte della Regione, sempre più basso. Da 55mila euro a 30mila e per il prossimo anno addirittura - sottolinea Silveri, sindaco di Ferentillo - si passerà a zero. Drammatico. Non pretendiamo chissà quali cifre, ci basterebbe anche confermare le 30-35mila euro dell'altro anno. Ma soprattutto, chiediamo un contributo fisso. Gli enti devono sapere di poter contare su una quota certa, fissa, stabile nel tempo. Ma se ogni anno si cambia, anzi si diminuisce e alla fine si azzera, addio programmazione…."
Insomma, per il Parco fluviale del Nera, che può contare su una superficie di 2.400 ettari immerso negli incantevoli scenari tra le cascate delle Marmore e del lago di Piediluco e attraversato dai fiumi Velino e dall'omonimo Nera, si va verso la resa dei conti. A settembre se ne riparlerà con l'assessore regionale Cecchini e il summit si preannuncia piuttosto "infuocato".
"Chiederemo garanzie e - conclude Silveri - vorremo sapere che ne sarà del futuro dei nostri parchi. D'altronde, ci hanno sempre chiamati Cuore verde. O no?"

domenica 1 febbraio 2009

La Storia della Valnerina attravero i documenti d'archivio

Andare alle radici del territorio, esplorare, attraverso la documentazione archivistica, periodi assai importanti della storia delle comunità della Valnerina. Una ricchezza di grande peculiarità che si coniuga, se sostenuta in modo adeguato, all'accrescimento culturale delle genti, soprattutto delle giovani generazioni.
Il territorio dell'Area Naturale Protetta del Parco Fluviale del Nera annovera quattro comuni assai importanti per la loro storia, che vale la pena approfondire e riscoprire. E per questo, da tempo, esattamente dal 1993, l'Associazione Culturale "Alberico i Cybo Malaspina" di Ferentillo si è posta all'attenzione con valide iniziative, conferenze, convegni e pubblicazioni, che qualificano questo territorio, tessendo una rete di scambi culturali con enti e istituzioni di diverse regioni italiane, comprese le rispettive aree naturali protette.
L'ultimo atto del 2007, esattamente del mese di ottobre, è stata l'istituzione della prima sessione del "Centro Studi Albericiani", che si è svolta presso la Sala Capitolare dell'Abbazia Ducale di San Pietro in Valle Suppegna a Macenano di Ferentillo.
A questo importante appuntamento culturale, considerato senza precedenti, hanno preso parte i funzionari degli Archivi di Stato delle città di Massa e Carrara, Terni, Spoleto, Perugia, il Comune di Monteleone di Spoleto e di Leonessa, l'Ente Parco Fluviale del Nera. Una iniziativa che ha visto il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali - Direzione Centrale per gli Archivi, della Provincia di Terni (Assessorato alla Cultura), delle Province di Massa e Carrara, della Regione Umbria (Assessorato alla Cultura), della Regione Toscana, dell'Ente Parco Fluviale del Nera, del Parco Regionale delle Alpi Apuane. L'incontro è stato un momento per stilare i punti e gli argomenti del programma di conferenze e studi, che si svolgerà nella seconda metà del mese di maggio del 2008 e a cui prenderanno parte 15 studiosi e i rappresentanti degli enti coinvolti. Hanno presieduto l'incontro il Sindaco di Ferentillo, Dottor Paolo Silveri; il Presidente del Parco Fluviale del Nera, Camillo Temperoni; il Presidente dell'Associazione Culturale "Alberico i Cybo Malaspina" di Ferentillo, Giovanni De Cesaris; il giornalista e scrittore Carlo Favetti. I lavori sono stati coordinati dalla Dottoressa Olga Raffo, Direttrice dell'Archivio di Stato di Massa, che ha parlato della figura di Alberico i e degli statuti albericiani di Ferentillo del 1563, insieme al Presidente della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Province Modenesi, sezione di Massa e Carrara, Dottor Paolo Pelù, e al Presidente del Lions Club della Toscana, Dottor Maggini. Importantissimi gli interventi dei funzionari degli Archivi di Stato di Terni e Spoleto: le Dottoresse Maria Rosanna Benvenuti e Maria Paola Bianchi dell'Archivio di Stato di Spoleto hanno trattato dei rapporti tra Ferentillo e il ducato spoletino per la questione dei confini soprattutto nell'area montana di Rogoveto e Petano; la Direttrice dell'Archivio di Stato di Terni, Dottoressa Marilena Rossi, e il Funzionario Archivista, Letizia Salvatori, hanno esposto un'ampia documentazione esistente nella sezione notarile che va dal XIV al XVIII sec. La Dottoressa Valentina Disabatino ha illustrato lo Statuto Albericiano di Monteleone di Spoleto. Altri contributi sono stati espressi dalla Presidente dell'Associazione Archeoambiente di Monteleone, Giuseppina Ceccarelli; dall'Assessore alla Cultura del Comune di Arrone, Lucia Luzzi, che ha trattato degli Statuti di Arrone, Casteldilago e Buonacquisto; dall'Ingegnere Isidoro Peroni, del Comune di Leonessa, che ha illustrato i documenti esistenti sulla questione dei confini doganali tra la città laziale, Ferentillo e Polino.

Carlo Favetti
da NerasuBianco