Ci sono i colori meravigliosi della Fioritura dell'Altopiano, i sapori delle lenticchie, gli angoli nascosti e gli scorci da scoprire, le leggende che si rincorrono fin dall'antichità.
Castelluccio è uno degli itinerari più suggestivi e singolari che l'Umbria possa offrire al visitatore in cerca di novità: il paese si trova a 28 chilometri da Norcia, lungo una strada panoramica, sulla cima di un colle che si eleva sull'omonimo altopiano (i Piani di Castelluccio) tra i più vasti dell'Italia centrale e inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

La parte più antica del borgo si trova sulla sommità del colle: della vecchia fortificazione cinquecentesca non rimangono che un portale e pochi tratti di mura, oltre si accede alla piazzetta della chiesa di Santa Maria Assunta anch'essa del 1500.
É il maggiore monumento storico artistico, all'interno c'è una pregevole scultura lignea raffigurante una Madonna del 1499, attribuita a Giovanni Antonio di Giordano, maestro scultore di Norcia.
Tra Fine Maggio e i primi giorni di luglio, l'altopiano è testimone di un evento di particolare importanza e strepitosa bellezza: la Fioritura.

Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso.
Non c'è un giorno preciso per ammirare lo spettacolo, tutto è affidato all'andamento climatico della stagione e le specie floreali che colorano il Pian Grande e il Pian Perduto sono innumerevoli.
Sul fronte delle prelibatezze enogastronomiche c'è il prodotto tipico e rappresentativo per eccellenza, la lenticchia.
Ricercatissima per il suo sapore inconfondibile, le dimensioni molto piccole, la resistenza ai parassiti e la coltivazione biologica.
Ed é Facile capire perché il fascino di questi luoghi abbia prodotto sempre molte fantasie nella mente dei visitatori e di chi vi abita.
Già alla fine del 1300, era considerato terra di negromanti, fate e demoni. Non c'è dubbio che, nelle leggende dei Sibillini siano presenti elementi della cultura cristiana e nordica tardomedioevale anche grazie ad Antoine de La Sale che nel 1420 visitando questi luoghi scrisse il suo "Paradis de la reine Sybille" diffondendo le leggende dei monti umbri nel nord Europa.

La Nazione Domenica 25 Maggio 2014




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