"Nero Norcia" è come il Festival di Sanremo: di certo c'è solo la polemica. Tutto il resto è un'incognita: dalle condizioni meteo alla presenza di vip, financo alla reale disponibilità del tartufo nero pregiato che eppure dà il nome alla rassegna. E così all'indomani della chiusura del primo week-end (Nero Norcia si chiuderà il prossimo fine settimana) le polemiche, come al solito, arrivano puntuali. Tutte ruotano attorno alla rilevata bassa affluenza di pubblico. Di gente ce n'è stata poca, è vero.

Si tratta di un dato oggettivo impossibile da sottacere. Nonostante Nero Norcia, quello passato è stato come un qualsiasi fine settimana di metà primavera. Da questo dato oggettivo si articolano diverse interpretazioni sulle cause e sui correttivi da apportare. Un po' come accade quando la Nazionale di calcio stecca una partita: l'esercito degli allenatori "da poltrona" scende in campo per dire la sua. Così a Norcia c'è chi dà tutta la colpa nella decisione dell'amministrazione di aver voluto anticipare Nero Norcia agli ultimi due fine settimana di febbraio, invece che lasciare la manifestazione a cavallo tra febbraio e marzo. Una scelta deleteria, secondo molti, perché in questo modo l'evento va a sovrapporsi alle feste di carnevale delle Marche e di molti Comuni umbri. Seconda colpa: poca pubblicità. Il Comune ha acquistato spazi pubblicitari su giornali dell'Umbria e delle Marche, oltre che della capitale. Spazi radiofonici, manifesti giganti, cartelloni sugli autobus di Perugia e di Terni. Non risulta che le grandi aziende locali abbiano attivato un fondo specifico per la promozione di Nero Norcia da affiancare al lavoro del Comune. Nonostante ciò c'è chi propone di allungare la mostra-mercato del tartufo di un altro fine settimana.

La Nazione Martedì 21 Febbraio 2012




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