Due soli comuni, ma un territorio vastissimo. Il parco dei Monti Sibillini tocca l'Umbria per oltre 17.000 ettari sui 70.000 complessivi. Due i comuni interessati, quello di Norcia e quello di Preci. Norcia i viaggiatori restavano incantati quando, dopo un cammino tra gole, forre e aspre vette, si schiudeva al loro sguardo la lussureggiante piana di Santa Scolastica, dove, colma di storia e di arte, si adagiava Norcia. Oggi Norcia, racchiusa tra le mura del XIII secolo, desta lo stesso stupore. Resta sospesa nel tempo, tra le evocazioni sacre di San Benedetto, del quale fu terra natale e il verde denso dei monti che la coronano. I segni dell'antico che ne riempiono musei e architetture si osservano anche fuori le mura, nell'altopiano, dove si trovano una serie di risorgive che alimentano le Marcite, un ambiente caratterizzato da prati mantenuti costantemente umidi dai sistemi d'irrigazione realizzati, secoli addietro, dai monaci benedettini. Preci é stato luogo di spiritualità e, nello stesso tempo, punto nodale per la diffusione della chirurgia. L'Abbazia di Sant'Eutizio, fondata nel 470 dai siriani Santo Spes e Sant'Eutizio, fu un importante punto di riferimento del monachesimo medioevale. L'arte chirurgica inizialmente fu praticata da chirurghi girovaghi, in seguito emersero chirurghi preciani illustri, come Durante Scacchi che operò di cataratta la regina d'Inghilterra Elisabetta Tudor. Furono loro a portare ai massimi livelli le specialità dell'oculistica e dell'estrazione dei calcoli, diffondendo la Scuola Chirurgica di Preci in tutta Europa



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