Il Monte Vettore ed il Lago di Pilato

Il Monte Vettore è la vetta più alta dell'Appennino Umbro, 2476 metri sopra il livello del mare. Il nome Vettore probabilmente deriva da Victor, vincitore in altezza sulle altre cime vicine, visto dall'alto monte Vettore ha la forma di un ferro di cavallo, che inizia nella parte occidentale da Forca Viola (1936 m. slm) prosegue per cima del Redentore (2448 m. slm), il punto più alto del versante occidentale, snodandosi di seguito verso est e poi verso nord, formando un semicerchio di 1,6 km; è una meta ambita dai turisti nell'arco di tutto l'anno grazie agli splendidi panorami e alle difficili, impegnative ma suggestive vie escursionistiche del tratto appenninico.
È situato nell'appennino umbro-marchigiano al confine tra Umbria e Marche. La sua vetta, che si trova in territorio della regione Marche, è la più alta di un arco montuoso che ha una caratteristica forma ad "u" e che comprende, seguendo l'arco da ovest a est, Quarto San Lorenzo, Cima Del Redentore, Cima del Lago, il Vettore stesso, e Monte Torrone (2102 m).
La temperatura in vetta, anche d'estate, non supera i 20°c ed il vento è sempre molto forte. Trovare, anche in Luglio, piccole zone di neve ghiacciata è molto comune.
Tutta la zona è stata protetta dall'istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il territorio riveste grande interesse per la varietà delle specie animali e vegetali endemiche che vi si trovano ma è anche particolarmente ricco di cultura e di storia, soprattutto legata all'epoca medioevale.
Il Monte Vettore è un massiccio duro e con dei tratti di grande carattere alpino che consente agli sciatori più esperti, ai freerider più impetuosi e agli sciatori che mal sopportano le comodità delle moderne stazioni sciistiche, di godersi un vero e proprio contatto con la natura su piste da sci naturali. La pista da sci del Monte Vettore più famosa è il Canalone visibile dalla strada di arrivo, un'unica e splendida discesa che mette alla prova gli sportivi più esigenti.
Sulla pendice nord del monte Vettore, nella conca naturale abbracciata dall'arco montuoso, a 1.941 metri di quota si trova il Lago di Pilato di origine glaciale.
Questo lago è molto importante per la presenza di un animale molto piccolo, di colore rosso, decisamente prolifico, che vive nelle acque del lago. Il suo nome è Chirocefalo del Marchesoni (Marchesoni è lo studioso che lo scoprì ormai 50 anni fa). É un gamberetto ben visibile anche a riva e presente in numero notevole. Si tratta di una specie endemica (non vive in nessuna altra parte del mondo) che d'inverno depone le uova tra i sassi, vicino la riva. Essendo una specie unica al mondo bisogna fare il possibile per mantenerla in vita e tanto per cominciare è vietato bagnarsi nelle acque del lago e compiere qualunque azione che possa, seppur minimamente, avere delle conseguenze di qualsiasi tipo per il particolarissimo ecosistema della valle.
Il lago di Pilato ha una particolare forma ad occhiali, quando è in periodo di secca si suddivide in due laghi separati da qualche decina di metri di superficie sassosa.
Questo lago è costellato da suggestive leggende popolari. Prima fra tutte quella collegata alla Sibilla che lo individua come Lago Averno e porta di accesso al mondo sotterraneo degli inferi. Intorno al 1200 d.C. nasce la popolarità del Lago di Pilato che diventa meta di stregoni e negromanti. Si narra anche che Pilato, condannato a morte fu gettato nel lago le cui acque ribollirono fra vortici rosseggianti.



0 commenti

Posta un commento

Cerca notizie e informazioni su Norcia e l'Umbria

Cerca per argomento

Cerca per mese di pubblicazione

Notizie dalla Provincia di Perugia