Uno dei più famosi fu Cesare Scacchi che nel 1590 operò di cataratta, con successo, Elisabetta prima Tudor, ma i chirurghi di Preci, minuscolo paese vicino a Norcia, erano famosi in tutto il mondo, richiesti da corti e papi e perfino dal sultano di Costantinopoli.
Ora c'è un Museo della chirurgia (sarà aperto da oggi) che ricostruisce quella singolare avventura scientifica e accende uno spot su una delle prime vere scuole di medicina, fiorita tra il quattordicesimo ed il diciottesimo secolo.
Il museo si trova proprio al centro di Preci, nella ex chiesa di Santa Caterina, e si articola in due piani.
Al primo c'è la ricostruzione, anche con pannelli grafici, della storia dei chirurghi preciani, ma il pezzo forte è l'esposizione dei ferri, alcuni inventati apposta per le operazioni che dovevano essere eseguite.
È singolare che quei medici fossero già degli specialisti, particolarmente versati per gli interventi agli occhi, ai calcoli mediante litotomia o litotripsia (qui la percentuale di successo era di un incredibile 90 per cento) ed alle ernie inguinali, nonché per "l'estrazione dei testicoli".
Alcuni di questi attrezzi sono stati recuperati dalle famiglie discendenti dai chirurghi, altri sono in prestito, di proprietà del Museo della medicina di Roma,
"ma quando li rivorranno indietro - ha detto il sindaco, Alfredo Virgili - li sostituiremo con copie perfette e ancora più preziose, in argento."
Nel secondo piano, riservato alla documentazione, si trovano 66 testi scientifici dell'epoca, per ora su supporto digitale ma presto in copia anastatica.
Partiti come medici empirici, infatti, i chirurghi preciani, almeno quelli più bravi, diventarono accademici universitari a tutti gli effetti ed i loro testi furono utilizzati come manuali di studio.
Sulle origini di questa scuola chirurgica le notizie sono ancora vaghe. Pare che tutto cominciò con i monaci benedettini della locale Abbazia di Sant'Eutizio, che oltre a coltivare erbe officinali di cui la zona è ricca, cominciarono a prestare la loro opera alla popolazione come chirurghi.
Furono loro a istruire i preciani alla scienza medica, e non dovette essere difficile passare dagli interventi sui maiali (Preci si trova nel cuore dell'area geografica patria della "norcineria") a quelli sugli esseri umani, complice una anatomia non tanto dissimile.
Certo impararono bene, se con l'evolversi degli studi gli esponenti più capaci di quella scuola furono chiamati a operare illustri pazienti alle corti di Parigi e Innsbruck, Napoli e Roma, oltre che nei più importanti ospedali dell'epoca.
Il Museo di Preci è destinato a diventare una attrazione turistica, ma anche uno spazio scientifico riservato agli specialisti, in cui approfondire la storia della chirurgia.
A questo proposito domani si insedierà un apposito comitato frutto di una convenzione tra il Comune e l'Università di Perugia.
"Il Museo - ha aggiunto il sindaco - si inserisce in una proposta turistica che si fonda soprattutto sulle qualità ambientali dell'area.
Un punto di raccordo tra questi due aspetti di Preci sarà un giardino didattico con le erbe officinali"




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