mercoledì 2 novembre 2016

Terremoto: Il Vettore spaccato e un'area di 130 km abbassata anche di 1 metro

vettore

Sono tre le domande che in queste ore tutti, nelle zone terremotate, si pongono:

  1. Ci saranno scosse più forti?
  2. Quanto durerà lo sciame sismico?
  3. Cosa sta succedendo?

Fino a domenica scorsa, la maggioranza dei sismologi concordava sul fatto che, con le scosse del 24 agosto e del 26 settembre si era già raggiunto il massimo. E, anche se non veniva dato categoricamente per impossibile, si diceva che difficilmente si sarebbe potuta superare tanta energia dalla terra. Complice il fatto dei tanti terremoti degli ultimi 3 decenni che avrebbero dovuto scaricare già buona parte dell'energia accumulata.
Ma la valutazione è stata smentita alle 7.40 di domenica scorsa: magnitudo 6.5. Il terremoto più forte della storia recente dell'Italia centrale.
Addirittura uno dei più potenti che hanno mai colpito l’intero Paese. Paragonabile a quello che il 23 novembre del 1980 causò 2.914 vittime. Ora, quindi, nessuno se la sente di escludere la possibilità di un nuovo terremoto della stessa entità o perfino più forte.
Impossibile, quindi, dare una risposta su base scientifica. Di certo c'è che, comunque, storicamente non c'è menzione, neppure orale, di un terremoto pari o superiore a magnitudo 6.5 con epicentro in Umbria. Anche se in passato non c'erano strumenti scientifici per misurazioni esatte, le valutazioni basate sulle testimonianze raccolte nel corso dei secoli non indicano, cioè, elementi che possano ipoti2zare eventi sismici superiori a magnitudo 6.5. L'unico terremoto che si è avvicinato a questa forza, ma che comunque si ritiene essere stato di inferiore, anche se di pochissimo, risale ai primi anni del l .700 con epicentro sempre nel Nursino.

Anche sulla possibile durata dell'attività sismica caratterizzata da forti e ripetute scosse, ora, gli esperti alzano le mani. Lo sciame sismico può essere breve o durare a lungo. O anche avere interruzioni e poi riprendere nell'arco di un mese, come di un anno e perfino di due anni. Di sicuro è già accaduto in passato. Proprio a Norcia e ad Amatrice. Ed è accaduto anche nel 1997 col primo terremoto di Colfiorito che provocò scosse da Gualdo Tadino a Sellano per più di un anno.

"Ipotizzare una durata di questa crisi sismica, più forte e intensa anche di quella del 1997, è diventato impossibile: questo, per alcuni aspetti, è un terremoto anomalo. É nell'andamento un fenomeno simile agli eventi sismici registrati nel XVIII secolo proprio in queste zone, ma per alcuni elementi - come la forza energetica sprigionata dalla scossa più forte - non trova uguali negli ultimi mille anni."

Le parole sono di padre Martino Siciliani, direttore dell'Osservatorio sismologico di Perugia "Andrea Bina", che incontriamo di fronte a porta Romana, a Norcia, proprio mentre il sisma continua a farsi sentire sotto i nostri piedi. Come padre Martino si pronunciano tutti gli studiosi di terremoti. E sulla stessa linea sono anche le dichiarazioni che giungono dagli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

La terza domanda è l'unica che nella risposta vede alcune certezze su base scientifica. Innanzitutto, è stata rilevata una deformazione verso il basso del suolo che si estende per un'area di circa 130 chilometri quadrati. Il massimo spostamento è di almeno 70 centimetri, localizzato nei pressi dell'area di Castelluccio di Norcia. Questa deformazione è stata prodotta sicuramente dal terremoto del 30 ottobre. Lo hanno confermato i ricercatori del Cnr e dell'Ingv dopo l'analisi delle immagini radar raccolte dai sensori del satellite Sentinel-1 del programma europeo Copernicus.

In particolare, sfruttando la tecnica dell'interferometria Sar (acronimo che sta per radar ad apertura sintetica), è stato possibile rilevare il movimento subito dal suolo attraverso la generazione di una mappa di deformazione co-sismica, ottenuta dalle immagini acquisite da orbite discendenti il 25 ottobre (pre-evento) ed il 31 ottobre (post-evento).

"Tali analisi - ha detto a LaPresse Riccardo Lanari, direttore del Cnr-Irea - risultano abbastanza critiche anche in aree caratterizzate da folta vegetazione, aree che necessitano di ulteriori accertamenti approfonditi."
I risultati, quindi, sono preliminari e verranno raffinati nei prossimi giorni grazie a ulteriori analisi, questa volta con dati radar acquisiti dal satellite giapponese Alos2 che garantisce stime più accurate dell'entità degli spostamenti superficiali in aree con copertura vegetale. Intanto l'attività di studio delle deformazioni del suolo e delle "sorgenti" sismiche è coordinata dal Dipartimento della Protezione civile e svolta da un team di ricercatori dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Irea di Napoli) e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), centri di competenza nei settori dell'elaborazione dei dati radar satellitari e della sismologia, con il supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).
Per quanto riguarda, invece, le motivazioni di quanto sta accadendo, significativa è la spiegazione data dal geologo Mario Tozi a "La Stampa" all'indomani della scossa di Amatrice del 24 agosto scorso. In passato
"l'Appennino - ha dichiarato Tozzi - si è innalzato fino a oltre 3.000 metri, ma ora sta ricominciando lentamente a scendere di quota, assestandosi a livelli più bassi: grandi faglie distensive permettono questo aggiustamento, spostando di volta in volta intere "fette" della catena. Insieme ad aree in abbassamento ce ne sono molte in sollevamento e proprio da queste disomogeneità si creano quegli "strappi" (le faglie) che danno luogo ai terremoti."
"Siamo in una regione della crosta terrestre - ha aggiunto che, dopo aver visto il sollevamento di una catena montuosa (l'Appennino) dalle profondità marine a causa della spinta reciproca dei blocchi africano ed europeo, ora attraversa un periodo di tensioni, piuttosto che di compressioni. Qui la crosta non viene portata a piegarsi e ad accartocciarsi su se stessa, come quando si forma una montagna, anzi: viene "stirata", estesa fino alla formazione di spaccature profonde, le faglie."
"Non è un fenomeno solo di queste parti - ha osservato ancora Tozzi -, è di tutto l'Appennino, di una nazione che è di montagna e ad alto rischio naturale come il Giappone, che però si illude di essere piatta e tranquilla come la Siberia: l'Irpinia (1980) e L'Aquila (2009), come Avezzano (1915) e Reggio Calabria (1908), fanno parte della stessa storia geologica."

Il Vettore spaccato e le montagne franate.

Nel frattempo gli effetti delle scosse, oltre che nell'abbassamento dell'area appenninica di 130 chilometri quadrati, si mostrano in una profonda fenditura verticale e in un paio orizzontale che si sono aperte sul Vettore (impressionanti le immagini raccolte dai vigili del fuoco con l'elicottero); nella sorgente di Forca di Presta che è scesa di mezzo metro; e in tre costoni di altrettante montagne franati a Castel Sant'Angelo sul Nera, a Piedivalle di Preci e lungo la statale Valnerina tra Triponzo e Visso.
Qui, nelle gole in cui scorre anche la strada, le rocce franate hanno invaso il fiume Nera deviandone il corso.

Corriere dell'Umbria Mercoledì 2 Novembre 2016

martedì 1 novembre 2016

Castelluccio di Norcia:Il 60 per cento delle case raso al suolo

castelluccio-norciaA Castelluccio di Norcia, come a Campi di Norcia, la situazione è gravissima. Un abitante della frazione nursina, nota per trovarsi in uno scenario naturale unico, ai piedi del monte Vettore e in cima a una collina che domina l'omonima piana, ci ha descritto uno scenario apocalittico:
"Abbiamo danni gravissimi, il paese è devastato, quasi interamente raso al suolo o comunque gravemente danneggiato... Quello che era rimasto in piedi il 24 agosto, stavolta è venuto giù..."
Secondo una sommaria valutazione fatta dal presidente della locale Pro Loco circa il 60% degli edifici è crollato. Raggiungere il paese, ieri, dalle strade che lo collegano sia alle Marche che all'Umbria, è stato impossibile. I soccorsi sono dovuti arrivare via cielo, con gli elicotteri. Non ci sono stati danni alle persone perché, comunque, il paese era stato già abbandonato da buona parte dei residenti dopo i terremoti delle scorse settimane. Un elicottero aw 412 messo a disposizione dalla guardia costiera e con uomini del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico a bordo ha sorvolato a lungo Castelluccio controllando oltre alle abitazioni private anche lo stato delle linee elettriche, che hanno subito numerosi danneggiamenti. Un secondo elicottero della Guardia di Finanza, sempre con personale del Soccorso Alpino e Speleologico a bordo, ha poi portato viveri agli abitanti. Soccorsa, sempre dagli elicotteri, una persona residente nella zona di Forca Canapine, rimasta seriamente ferita da un crollo. Si tratterebbe di una donna trasferita poi all'ospedale di Spoleto.
Corriere dell'Umbria Martedì 1° Novembre 2016

giovedì 25 agosto 2016

Il Terremoto di Amatrice e i suoi effetti in Valnerina

201608250220470109232L'Umbria può ritenersi fortunata. Perché questa volta non si contano vittime: solo una trentina di persone soccorse all'ospedale di Norcia per attacchi di tachicardia e qualche contuso, il più serio dei quali un uomo che ad Agriano di Norcia è stato colpito alla testa da un coppo precipitato da un tetto dopo una scossa di assestamento. Un episodio che si è concluso con una semplice e veloce medicazione. Ma i danni, comunque, ci sono. E sono consistenti e numerosi; tutti concentrati in quella Valnerina che fu colpita dal terremoto già nel 1979.

Le case danneggiate e gli sfollati.
201608250220470109231Cifre precise di quante siano le case rimaste danneggiate in territorio umbro dalle forti scosse di ieri è ancora possibile indicarle perché le verifiche, subito avviate dalla protezione civile e coordinate dal centro regionale di Foligno, sono tuttora in corso e dureranno ancora giorni. Ma è certo che ci saranno numerose famiglie costrette a lasciare le loro case e che centinaia sono gli edifici che dovranno essere sottoposti a ricostruzione o consolidamento. Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, spiega che per affrontare la prima notte, sono state subito allestite due tendopoli, una a Castelluccio e una a San Pellegrino per un totale di 1.000 posti letto. San Pellegrino, con Castelluccio di Norcia e Frascaro sono le località del nursino dove il sisma ha infierito maggiormente. Anche nel territorio di Cascia sono stati allestiti due campi per accogliere almeno 15 famiglie che, a seguito dei danni alle abitazioni avranno l'ordine di sgombero. Dieci tende sono nel capoluogo ed otto ad Avendita, la frazione più colpita della zona.

Castelluccio isolata dall'Umbria.
201608250220470109233Castelluccio, intanto, fin dalla prima forte scossa delle 3.36 è isolata dall'Umbria. Per arrivarci, causa frane sulla strada di Forca Canapine, occorre passare dalle Marche, via Visso e Castel Sant'Angelo sul Nera. Anche la strada per Norcia è interrotta, nei pressi delle gole di Biselli, per caduta massi. E Norcia è raggiungibile dalla Statale Valnerina solo transitando per Preci, Chiusa pure la statale "Tre Valli" nei pressi di Forca Canapine, per seri danni ai piloni dei viadotti nei pressi del traforo tra Umbria e Marche.

Le ferite subite da Norcia.
201608250220470109230Anche Norcia, poi, conta i suoi danni. Il terremoto ha lasciato i suoi segni nel centro storico: l'antica cinta muraria della Vetusta Nursia mostra cedimenti in vari punti con crolli anche di notevole entità. Un'intera torre del lato nord appare squassata. E le ferite sono numerose anche tra le abitazioni del centro storico, soprattutto sulle coperture e sui tetti più spioventi. Anche le due chiese simbolo nella piazza della città hanno subito duri colpi: la basilica di San Benedetto e la concattedrale di Santa Maria Argenta.
La facciata della basilica di San Benedetto mostra il pinnacolo del lato destro ruotato di 90 gradi, per un soffio non è precipitato a terra. Marco Terenzi, che con la sua "Boutique del Pecoraro" nota ormai in tutto il mondo per la singolarità del suo nome, lo guarda e ora lo indica ai suoi clienti come il

"simbolo della fortuna che questa volta ha avuto la città di Norcia."
"Le due scosse della notte - racconta - sono state fortissime. Più forti di quella del 1979 e di quelle che si sentirono negli anni '60. E se ci è andata bene dobbiamo ringraziare San Benedetto e la ricostruzione. Quella ricostruzione fatta dopo il 1979 che questa volta ci ha permesso di non contare i morti."
201608250220470109234Ma ora Terenzi, come tutti i commercianti e gli operatori turistici di Norcia, è preoccupato. Perché molti turisti, subito dopo la prima scossa, hanno radunato i bagagli e abbandonato Norcia, formando addirittura una lunga fila sulla strada per Preci. La paura, se tiene lontani i forestieri, può causare danni consistenti all'economia di tutta la Valnerina.
Corriere dell'Umbria Giovedì 25 Agosto 2016

domenica 25 maggio 2014

Castelluccio di Norcia: La magia dei Piani di Castelluccio tra la Fiorita, le leggende e il buon cibo

Ci sono i colori meravigliosi della Fioritura dell'Altopiano, i sapori delle lenticchie, gli angoli nascosti e gli scorci da scoprire, le leggende che si rincorrono fin dall'antichità.
Castelluccio è uno degli itinerari più suggestivi e singolari che l'Umbria possa offrire al visitatore in cerca di novità: il paese si trova a 28 chilometri da Norcia, lungo una strada panoramica, sulla cima di un colle che si eleva sull'omonimo altopiano (i Piani di Castelluccio) tra i più vasti dell'Italia centrale e inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

La parte più antica del borgo si trova sulla sommità del colle: della vecchia fortificazione cinquecentesca non rimangono che un portale e pochi tratti di mura, oltre si accede alla piazzetta della chiesa di Santa Maria Assunta anch'essa del 1500.
É il maggiore monumento storico artistico, all'interno c'è una pregevole scultura lignea raffigurante una Madonna del 1499, attribuita a Giovanni Antonio di Giordano, maestro scultore di Norcia.
Tra Fine Maggio e i primi giorni di luglio, l'altopiano è testimone di un evento di particolare importanza e strepitosa bellezza: la Fioritura.

Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso.
Non c'è un giorno preciso per ammirare lo spettacolo, tutto è affidato all'andamento climatico della stagione e le specie floreali che colorano il Pian Grande e il Pian Perduto sono innumerevoli.
Sul fronte delle prelibatezze enogastronomiche c'è il prodotto tipico e rappresentativo per eccellenza, la lenticchia.
Ricercatissima per il suo sapore inconfondibile, le dimensioni molto piccole, la resistenza ai parassiti e la coltivazione biologica.
Ed é Facile capire perché il fascino di questi luoghi abbia prodotto sempre molte fantasie nella mente dei visitatori e di chi vi abita.
Già alla fine del 1300, era considerato terra di negromanti, fate e demoni. Non c'è dubbio che, nelle leggende dei Sibillini siano presenti elementi della cultura cristiana e nordica tardomedioevale anche grazie ad Antoine de La Sale che nel 1420 visitando questi luoghi scrisse il suo "Paradis de la reine Sybille" diffondendo le leggende dei monti umbri nel nord Europa.

La Nazione Domenica 25 Maggio 2014

martedì 8 aprile 2014

I buddisti a Norcia nel segno di pace e dialogo interreligioso

I buddisti "invadono" la città di San Benedetto. Una tre giorni conclusasi domenica scorsa, fatta di approfondimento e di studio, che ha radunato a Norcia ben oltre quattrocento buddisti provenienti da tutta l'Umbria.
Un vero e proprio gemellaggio tra religioni, ben consolidato. Norcia ospita infatti tale evento da tre anni consecutivi.
Domenica questa unione è stata suggellata dal dono fatto dall'amministrazione comunale nursina della carta di cittadinanza a Daisaku Uceda, presidente dell'istituto buddista della Soka Gakkai.
Un riconoscimento importante, una pergamena data a chi si è contraddistinto per la promozione di pace e cultura.
San Benedetto nel 1964 venne nominato proprio patrono d'Europa da Paolo VI per la sua costante opera di dialogo.
Ed è arrivato anche l'invito ufficiale rivolto al presidente della Soka Gakkai, Daisaku Ikeda, di venire a visitare Norcia e i monaci benedettini.

Dialogo e pace, del resto sono i principi fondamentali che il buddismo porta avanti e in cui crede fermamente.
E chissà se il maestro dall'alto dei suoi ottanta e passa anni non deciderà di lasciare per qualche giorno il Giappone e visitare il piccolo Comune umbro.
Una tre giorni importante per tutti i buddisti in cui si sono affrontati i più disparati temi. I valori dei legami tra le persone, la differenza che ognuno di noi può fare nel suo piccolo ogni giorno, in questo momento difficile.
Poi le esperienze personali di chi nella pratica di questa religione, è riuscito a trovare la felicità.
Per il buddismo è possibile trasformare (o illuminare) l'oscurità fondamentale insita nella vita di ognuno, concentrandosi sullo sviluppo della propria umanità: un'apertura del proprio cuore al mondo, che infine permettendo il cambiamento di sì stessi e degli altri in vite realizzate e felici, arriverebbe a trasformare il destino dell' umanità.
Tale cambiamento è chiamato Kosen Rufu e sostanzialmente è lo scopo comune di ogni membro della Soka Gakkai.

Corriere dell'Umbria Martedì 8 Aprile 2014

venerdì 21 marzo 2014

Dimostrazioni di volo con rapaci: in Valnerina corso di falconeria

Domenica nel parco nazionale dei Sibillini ci sarà una dimostrazione di Falconeria.
La durata del mini corso è di circa due ore e per partecipare bisognerà avere almeno 14 anni.
I minorenni dovranno comunque portare un'autorizzazione scritta dei genitori. Ci saranno suggestive e spettacolari dimostrazioni di volo con rapaci, accompagnate da dettagliate spiegazioni sulle specie, il loro habitat naturale, il metodo di cacciare e verrà tracciata una storia della falconeria dalle origini sino ad oggi.
In caso di maltempo l'esperienza verrà rimandata.

Per maggiori informazioni contattare i numeri 743/596044 o 348/7288365. In alternativa è possibile scrivere all'indirizzo info@sibilliniadventure.it

Il Giornale dell'Umbria Venerdì 21 Marzo 2014

venerdì 14 febbraio 2014

Nero Norcia 1–2 marzo 2014

La mostra mercato si snoderà nel centro storico di Norcia dove saranno allestiti circa 200 stand dedicati, oltre ai tartufi, ai prodotti tipici (lenticchie, olio, vino, formaggi, norcineria), all'artigianato e ad altri settori merceologia. Quest'anno l'inaugurazione (venerdì prossimo alle 16.30) partirà in via eccezionale da Porta delle Ceresce, in occasione del taglio del nastro del restaurato corridoio sotterraneo della Castellina, che collega via Circonvallazione ovest fino a piazza san Benedetto.
Filo conduttore per la promozione delle eccellenze agroalimentari come sempre, l'intrattenimento per grandi e piccini.
La mostra mercato, infatti, è anche comicità con il duo Bianchi e Pulci e Cristiano Militello, personaggi conosciuti grazie ai programmi Mediaset di Colorado Cafè e Striscia la notizia.
Sarà possibile assistere, inoltre, alle dimostrazioni dal vivo degli antichi mestieri: dalla lavorazione della carne suina a quella del formaggio e del ferro, fino alla ferratura del cavallo, un'occasione unica per i turisti che avranno modo di conoscere i segreti di ogni lavoro. I visitatori potranno anche visitare, nella struttura comunale la Castellina, la mostra del trentennale del quotidiano "il Corriere dell'Umbria", che ripercorre la storia del giornale all'insegna della cronaca e dei fatti raccontati nel corso di questi anni nelle sue pagine. Previsto, infine, anche il Concorso fotografico estemporaneo “Scatti in mostra”, rivoto a tutti coloro che vorranno 'immortalare' la manifestazione e i suoi prodotti durante il primo weekend.

 

I profumi di tartufo nero e della norcineria inebrieranno presto le vie del centro storico di Norcia. La città di san Benedetto è, infatti, pronta ad ospitare l'ormai tradizionale Mostra mercato del tartufo nero pregiato di Norcia e dei prodotti tipici.
Un viaggio alla scoperta e riscoperta dei sapori tradizionali, quelli dei prodotti derivati dalla lavorazione del maiale e di tutte le eccellenze tipiche di cui è ricco il territorio umbro, e degli antichi mestieri che hanno da sempre caratterizzato la vita dei territori montani della Valnerina. Due weekend, dal 21 al 23 febbraio e poi dal 28 febbraio al 2 marzo, in cui il re assoluto sarà sempre il tartufo nero.
Una manifestazione, dunque, ormai consolidata e che per le sue 51 candeline avrà una madrina d'eccezione, la conduttrice della rai Licia Colà.
Un cartellone ricco, caratterizzato non solo dal buon cibo, ma anche da approfondimenti su tematiche che interessano il territorio e spazi culturali e di intrattenimento, che vedranno la partecipazione di altri personaggi del mondo dello spettacolo, quali testimonial dei saperi e dei sapori.
Tutto questo è stato illustrato durante la presentazione del programma, che si è tenuta ieri a Palazzo Donini a Perugia, dal sindaco nursino Gian Paolo Stefanelli, accompagnato, tra gli altri, dagli assessori comunale e provinciale al turismo, Lavinia D'Ottavio e Roberto Bertini, e da Giancarlo Picchiarelli, presidente dell'associazione nazionale "Città del tartufo", e dal maestro Maurizio Mastrini, coordinatore artistico degli spettacoli di intrattenimento. Il sindaco si è soffermato sull'importanza storica della mostra mercato "che rappresenta non un punto di arrivo ma di ripartenza", mentre, l'assessore D'Ottavio è entrata nei dettagli del cartellone.

Dicevamo tante iniziative ed ospiti, come lo spazio "Showcooking" volto a promuovere le ricette tradizionali dei prodotti tipici locali con accostamenti inediti e gli approfondimenti sulle qualità nutrizionali, grazie alla presenza di chef e speaker noti soprattutto al pubblico televisivo, come Fabrizio Rivaroli che arriverà direttamente dalla trasmissione televisiva di mamma RAI "La prova del cuoco" e Tessa Gelisio dalla rubrica "Cotto e mangiato" del tg di Italia 1, che da un palco con tanto di cucina prepareranno in tempo reale vari piatti.
Anche quest' anno ritorna l'appuntamento con "Incontro di sapori", il gemellaggio enogastronomico con le regioni Puglia, Calabria, Campania, Sardegna e Piemonte, a rappresentare quest'ultima la città di Alba per un connubio da non perdere tra il nero pregiato e il tartufo bianco. 

Corriere dell'Umbria Venerdì 14 Febbraio 2014

giovedì 30 gennaio 2014

Verso Nero Norcia 2014

Ci saranno anche incontri-degustazione del pregiato tartufo nero nell'ambito della rassegna in programma a Norcia nell'ultimo week end di febbraio e nel primo di marzo, anche attraverso la ricerca di mediti e sapienti accostamenti culinari. Il programma della rassegna si va via via delineando e quello che è certo è che nel ricco paniere delle proposte non mancheranno eventi collaterali quali mostre pittoriche e fotografiche, spettacoli teatrali, concorsi fotografici, dimostrazioni live della lavorazione del formaggio, della carne di maiale e persino del ferro battuto.

Altre iniziative in programma sono gemellaggi gastronomici con altre realtà italiane, sempre verso la valorizzazione delle tipicità e della qualità, ed esposizioni presso il palazzo della Castellina. La mostra mercato nazionale del tartufo nero pregiato e dei prodotti tipici, toma ad avvicinare il pubblico ai sapori e ai saperi genuini del luogo e a far scoprire le eccellenze gastronomiche di altre regioni italiane, confermandosi palcoscenico privilegiato per raccontare i tenitori come veri e propri giacimenti golosi e culturali.
Tra continuità ed innovazione, anche quest'anno la celebre kermesse dedicata a "re tartufo" cercherà di stupire i suoi visitatori.

 

Corriere dell'Umbria Giovedì 30 Gennaio 2014

martedì 17 dicembre 2013

Un orso bruno tra i boschi della Valnerina

Un orso bruno di taglia medio grande si aggira tra i boschi di Cascia e Norcia. Ad affermarlo sono direttamente gli esperti del dipartimento di Biologia dell' Università di Perugia che, sabato mattina, hanno effettuato la necroscopia sulla carcassa di un segugio in forze alla squadra di caccia Sant'Uberto di Norcia, morto giovedì mattina dopo essere stato azzannato durante una battuta tra i boschi di Avendida e Ocricchio.
Ma non si tratta dell'unico cane rimasto vittima dell'orso bruno. Già, perchè nella stessa zona a neanche un'ora di distanza, un secondo segugio si è imbattuto nell'orso anche se in questo caso l'animale è fortunatamente sopravvissuto, riportando comunque ferite giudicate gravi.
Dall'ipotesi che ormai da giorni si era fatta largo tra gli abitanti della zona, insomma, si è passati a una ragionevole certezza. A sferrare i due attacchi (forse per difendersi sentendosi minacciato), stando agli esami compiuti dal professore Bernardino Ragni e dal dottor Simone Alemanno, è stato proprio un orso bruno di taglia medio-grande dotato di "fauci particolarmente ampie" con cui
"ha azzannato il cane sul dorso, sollevandolo più volte e scuotendolo con inaudita violenza."

Per il povero animale non c'è stato niente da fare, la carcassa è stata ritrovata distesa su un fianco in mezzo al bosco. Sul corpo del segugio sopravvissuto, invece, i due esperti hanno rilevato "poderose artigliate" con cui, secondo la ricostruzione, l'orso bruno potrebbe aver immobilizzato il cane nel tentativo di sferrare un morso mortale. Tuttavia il cane deve essere riuscito a divincolarsi e a mettersi in salvo.
Secondo Ragni e Alemanno l'orso è in cerca di un'area per lo svernamento. Del resto la presenza dell'orso bruno in Valnerina à stata più volte accertata. Tra il 2006 e il 2008 nei tenitori dei Comuni inseriti nel Parco dei Sibillini, ma anche do Cerreto e Sant'Anatolia di Narco, sono state rinvenute tracce, campioni di pelo ed escrementi che ne hanno confermato la presenza.
Gli uomini della Forestale di Norcia hanno già avviato tutti gli accertamenti del caso.
In attesa di nuovi riscontri dal dipartimento di Biologia suggeriscono di ridurre le battute di caccia al cinghiale per consentire al raro animale, protetto da norme nazionali e internazionali, di superare il periodo dell'ibernazione, ma anche di diffondere informazioni utili alla popolazione in caso di incontri ravvicinati.

Corriere dell'Umbria Martedì 17 Dicembre 2013

lunedì 8 luglio 2013

Futuro segnato per la seggiovia di Forca Canapine?

 

Dopo la figuraccia dello scorso inverno con l'impianto aperto il 14 febbraio a stagione già inoltrata e chiuso appena sei giorni dopo per irregolarità nella procedura di assegnazione alla ditta cui era stata affidata la gestione, del destino della seggiovia non si sa più nulla.

Non c'è alcuna traccia, infatti, di un nuovo bando da parte della Provincia di Perugia per la gestione della stagione sciistica 2013-2014. Ma questa, forse, è la notizia meno preoccupante. Al possibile danno erariale prodotto dalle vicende dello scorso inverno sulle quali, oltre al Corpo forestale dello Stato, sta ora indagando anche la Corte dei Conti, potrebbe aggiungersi un ulteriore fastidio che se accertato potrebbe compromettere definitivamente l'impianto.

La seggiovia, infatti, è ferma da quasi cinque mesi con i seggiolini ancora appesi. Fattore tecnico che secondo alcuni esperti del settore potrebbe compromettere l'integrità della fune e quindi rendere impossibile il collaudo della struttura per la nuova stagione invernale. Perché i seggiolini stanno ancora là? Chi avrebbe dovuto occuparsi della loro rimozione? In attesa delle risposte, i turisti in cerca di refrigerio ammirano il panorama di una seggiovia che non c'è.

La Nazione Lunedì 8 Luglio 2013

venerdì 31 maggio 2013

SpoletoNorcia in Mtb

Un treno colorato di biciclette per far conoscere e valorizzare la Spoleto-Norcia. Si è tenuta nei giorni scorsi una riunione in Comune tra il comitato organizzatore della "SpoletoNorcia in Mtb", l'associazione "Eppedala bikers" di Norcia e il sindaco Giampaolo Stefanelli. Gli organizzatori della manifestazione hanno illustrato in modo particolareggiato le linee guida dell'evento che dovrebbe avere luogo nel secondo fine settimana di settembre. Nel dettaglio è stato fatto un punto di situazione sullo stato di avanzamento dei lavori, ricordando l'impegno dei rappresentanti di Umbria Mobilità ad assicurare il termine dei lavori entro il mese di giugno e il successivo collaudo previsto entro il mese di luglio.

Nel caso in cui i tempi fossero rispettati, anche altre manifestazioni potranno essere accolte dal tracciato e concorrere nella rinascita della "Ferrovia Spoleto Norcia" e più in generale di tutto il territorio. Gli organizzatori sono già al lavoro: Incontro Prima riunione sul raduno in b' che ha l'obiettivo di rilanciare e far conoscere un tracciato di grande valore è in fase di lancio il nuovo sito, completo di notizie storiche, culturali e tecniche del tracciato e del territorio, contestualmente sono stati avviati i primi contatti con altre organizzazioni per inserire l'evento in cartellone.

"Vogliamo accogliere gli amici turisti con un pacchetto completo - spiegano gli organizzatori dell'iniziativa - dove l'arte e la cultura si abbracciano ai sapori del territorio, al benessere dello sport al contatto con la natura, il tutto condito da un ventaglio di emozioni."
Il sindaco Stefanelli, ha ribadito il proprio interesse nei confronti dell'iniziativa, ha proposto alcuni utili suggerimenti per quanto concerne il supporto logistico che la città di Norcia assicurerà all'evento medesimo e contestualmente ha detto di farsi promotore nei confronti degli altri colleghi per assicurare l'adeguato sostegno. In tale quadro, si è convenuto di indire una riunione con tutti gli aventi causa a questo "consorzio" pubblico -privato entro la metà del prossimo mese di giugno e in quella occasione da un lato dovranno essere estrinsecati tutti i costi e resi noti i supporti logistici-burocratici in modo da lanciare, senza possibili ripensamenti, il progetto.
Corriere dell'Umbria Venerdì 31 Maggio 2013

martedì 26 marzo 2013

La pala di Jacopo Siculo senza pace

L'arte fa polemica, il dibattito si arroventa, le posizioni divergono. In mezzo un capolavoro della pittura cinquecentesca, la pala d'altare di Jacopo Siculo, pittore grande per modi compositivi, colore, potenza espressiva.

Un figlio del secolo d'oro. Dove metterla, ecco il punto dolente. Dove sta, nell'ex chiesa di san Francesco divenuta auditorium comunale sta bene a moltissimi, ad altri l'idea non va a genio e si spinge per trasportarla nella basilica di San Benedetto. Questione di centinaia di metri, in mezzo una piazza che è un gioiello. Ma non è questione da poco, perché ci sono motivi d'ordine conservativo, filologico, estetico.

Si sostiene: adesso si legge bene, benissimo, è inserita alla perfezione per esaltare un locale spoglio e ravvivato impetuosamente da quella stupenda macchina pittorica, se spostata si rovinerebbe per il traffico dei visitatori come accade per altri dipinti. L'opposta schiera, in testa il sindaco: San Benedetto, ambiente prezioso, conosciuto dal mondo, merita un tale sigillo.

Sull'altare maggiore rimase per 350 anni. Poi l'odissea incredibile. Con l'Unità il convento diventa ospedale. C'à la celebre mostra di arte antica del 1907 a Perugia. Come si fa a rinunciare a un simile dipinto? Infatti si scompone la cornice e le tavolette e ci si accorge che le dimensioni (metri 4.48 per 2.62) sono impossibili per gli spazi espositivi. Tutto resta abbandonato sul pavimento. Il Soffitto rischia di crollare, il materiale pittorico viene portato a San Benedetto dove riposa per anni a terra e il restauro è così brutto che il Soprintendente di allora minaccia il sequestro. Nel 1926 senza permessi e cautele la tavola è nella Cappella del palazzo comunale. Non passa per la finestra? Viene demolito il parapetto e il Comune perde il contributo ministeriale per la sua avventatezza. Nel `52 scoppia un incendio nel teatro civico e nella notte l'opera viene messa in cattedrale. Il Soprintendente si oppone. Dopo il sisma del'79, la pala finalmente parte per il restauro. La Coobec nell'84 la cura splendidamente, riunisce predella e cornice, risalta la bellezza. Ma in attesa di una decisione è lasciata per 25 anni nel laboratorio spoletino. Nel 2005 l'associazione "Una mostra, un restauro" finanzia e organizza il ritorno a casa. Si sceglie il San Francesco dopo studi attenti. Ma si forma un partito per la destinazione benedettina, anche se l'abside è piccola, sarebbe alterata, lesene sparite, nascosta un'apertura. La parola al Soprintendente De Chirico. Avrà pace Jacopo Siculo?

La Nazione Martedì 26 Marzo 2013

martedì 19 marzo 2013

Marcite in degrado, i volontari in campo

In molti hanno voluto testimoniare, con il loro impegno, la "guerra" contro gli incivili che deturpano l'ambiente. E anche se per vederne i frutti bisognare attendere ancora un passo avanti è già stato fatto. In buona compagnia, visto che tanti amanti dell'ambiente hanno voluto contribuire a ridare smalto a quella meraviglia che sono le Marcite di Norcia. Proprio per questo tanta, tantissima gente si è dedicata alla pulizia di questo gioiello. Pulizia parziale, data la vastità delle Marcite e dati i molti anni di abbandono. L'associazione Eppedala, di Norcia, promotrice dell'iniziativa, si è avvalsa della collaborazione di volontari, alcuni reduci da precedenti esperienze fatte sul territorio che erano poi rimaste mortificate.

Prossimo appuntamento tra due mesi per continuare l'opera iniziata a Norcia ma che si vuole estendere lungo il tracciato della ex ferrovia Norcia-Spoleto.
Le Marcite, per chi non le conoscesse, sono l'incrocio tra un dono di natura, le risorgive d'acqua, ed il millenario lavoro di uomini saggi. Partendo dall'opera dei primi monaci benedettini (San Benedetto è nato a Norcia nel 480), o forse anche da prima, si sono regimentate le acque, mai fredde, che sgorgano dalla terra provenienti dalla piana di Castelluccio, e le si sono utilizzate sia per l'irrigazione che per far girare le macine dei mulini. L'irrigazione permetteva, sino a trenta/quaranta anni fa, di falciare l'erba molte volte l'anno. I mulini un tempo erano forse otto (attualmente quattro con i ruderi di un quinto), macinavano i cereali prodotti sia sulla piana di Santa Scolastica, che nel contado. Attualmente, con il temporaneo declino dell' agricoltura, le Marcite restano un bene sia ambientale che di "archeologia" agraria e sono destinate a un turismo attento e responsabile. Da valorizzare.

Corriere dell'Umbria Martedì 19 Marzo 2013

lunedì 25 febbraio 2013

La prima accademia del Tartufo

Salva guardare il tartufo nero di Norcia e promuoverne la conoscenza nel mondo. Il Consorzio Soloumbria che unisce 3 aziende della Valnerina intorno a valori etici come la sostenibilità ambientale scende in campo in difesa del patrimonio gastronomico e culturale del territorio con l'obiettivo di preservare la qualità dei prodotti e accrescere la consapevolezza del consumatore. Dopo aver sostenuto il progetto Sales per Cibum, che punta alla divulgazione di un comportamento alimentare sano e sostenibile e a garantire scientificamente il diritto alla salute del consumatore attraverso un disciplinare scientifico, il Consorzio investe su un progetto di valorizzazione del diamante nero della tavola.

In occasione dell'inaugurazione del cinquantesimo anniversario della mostra Nero Norcia organizzata dal Comune, annuncia la nascita della prima Accademia del tartufo nero al mondo e la creazione di una Carta etica. Un vero e proprio "regolamento" per ali addetti al settore della ristorazione di tutta Italia, ma anche per politici, giornalisti, che intendono contribuire alla conoscenza e alla corretta utilizzazione del prodotto. La capitale italiana del tartufo nero diventa ente capofila di un movimento nato per difendere il Re della tavola

"Mai perdere di vista l'obiettivo qualità”. Un dettato che riguarda non solo il Tartufo nero pregiato ma tutte le risorse enogastronomiche e non del territorio della Valnerina. Il consorzio riunisce. con un unico credo enti pubblici produttori locali e i principali attori del turismo. Il "gusto della tradizione" viene riproposto in esperienze di viaggio uniche, come scuole di cucina per amici alle prime armi, amatori, lezioni di norcinerie, lavorazioni dal vivo di cioccolato, visite agli eremi nascosti. visite alle antiche cantine dove stagionano i prodotti più prelibati, camminate nei boschi del Parco nazionale dei monti Sibillini alla ricerca del tartufo con cani addestrati e percorsi d'avventura.

La Valnerina e il Parco nazionale dei monti Sibillini sono un paradiso gastronomico in cui primeggia il fascino dell'altipiano di Castelluccio caratterizzato da fioriture multicolore. Qui è possibile praticare molti sport all'aria aperta, come trekking. escursioni con asini e muli, passeggiate a cavallo orientering, deltaplano. parapendio, ciaspolate e nordic walking.

Corriere dell'Umbria Lunedì 25 Febbraio 2013

giovedì 21 febbraio 2013

Torna Nero Norcia: il tartufo a casa sua!

La Mostra-mercato nazionale del tartufo nero pregiato di Norcia e dei prodotti tipici è pronta a tagliare il traguardo dei 50 anni. Da domani pomeriggio parte la 50esima edizione di “Nero Norcia”.

Ospiti per l'occasione il ministro ai Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, la pluricampionessa olimpica Valentina Vezzali e la cantante Syria, oltre a un numero imprecisato, ma comunque molto grande, di autorità non solo umbre. La 50esima edizione di Nero Norcia si terrà in questo fine settimana e nel primo week-end di marzo, dal 1 al 3. Qualche centinaio gli espositori, molteplici le iniziative di intrattenimento, incluso il premio “Brancaleone da Norcia”. Per la ricorrenza doppio annullo filatelico curato da Poste Italiane e la pubblicazione di un volume celebrativo con sintesi antologica e fotografica di questi primi 50 anni di mostra-mercato del tartufo. Ci sarà anche un premio, giornalistico “San Benedetto- Città di Norcia” quest'anno assegnato alla memoria di Mario Refrigeri, che per primo raccontò la mostra di Norcia dagli schermi della Rai.
Spazio anche al cooking show con Spyros Theodoridis, vincitore di Master Chef Italia (domenica 24), e al cabaret con Giorgio Verducci (2 marzo) e Max Paiella (3 marzo).

“La volontà dell'amministrazione comunale si legge in una nota - sarà sempre quella di puntare sulla qualità per ottenere il massimo ritorno economico e di immagine per il nostro territorio. Quest'anno, anche in considerazione delle maggiori ristrettezze economiche, abbiamo voluto abbassare le tariffe per il noleggio degli stand da parte degli espositori”.

La Nazione Giovedì 21 Febbraio 2013

giovedì 10 gennaio 2013

Norcia: Piste di Fondo nel dimenticatoio

Dopo una lunga pausa torna a farsi sentire il Comitato civico “Norcia per l'ambiente” che denuncia lo stato di abbandono del progetto “Centro fondo Sibillini”, lanciato in pompa magna qualche anno fa dalla Provincia di Perugia, addirittura con il coinvolgimento della campionessa olimpica Manuela Di Centa.

Persino il presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi, si infilò la tuta per inaugurare il più grande distretto sciistico della provincia di Perugia (quello rappresentato da Forca Canapine per lo sci da discesa e i piani di Castelluccio per lo sci da fondo).

“Purtroppo la situazione reale è sotto gli occhi di tutti - scrive Arcangelo De Angelis, portavoce del Comita to -. Mentre la mancata apertura degli impianti di risalita è giustificata dallo scarso innevamento delle piste, non si comprende perché le piste di sci da fondo nelle zone vocate del Pian Perduto, Val di Canatra, Forca Canapine e Laghetti dei Pantani, zone queste ben innevate dall'8 dicembre 2012 e tuttora fruibili, siano inesistenti. In queste zone di neve ve ne è ancora in abbondanza - prosegue la nota del Comitato - e pur disponendo di un apposito mezzo battipista 'parcheggiato' a Castelluccio, il Comune di Norcia non è riuscito a dare un servizio ai numerosi appassionati che tanto lo sospiravano durante le festività natalizie, costringendoli a rivolgere il loro interesse a località anche più lontane ma certamente più affidabili come il comprensorio del Terminillo”.

La Nazione Giovedì 10 Gennaio 2013

mercoledì 14 novembre 2012

Norcia: Prodotti tipici e Natura i fattori trainanti

Norcia è la città del turismo e proprio per questo è stata sempre considerata immune dalla crisi che investe tutto il Paese. Ma forse le cose non stanno proprio così e i commercianti lanciano l'allarme. A Norcia, sottolinea il presidente della Confcommercio Valnerina Fabio Brandimarte, la crisi c'è:
"Il settore commerciale ha subito un'importante flessione, mentre resta, fortunatmente, stabile il turismo. C'è un aumento delle attività commerciali sproporzionato ai reali bisogni - ammonisce Brandimarte - e il settore edile è ormai fermo. Questa è la situazione a Norcia."
Il rappresentante dei commercianti sottolinea come tra recessione economica e crisi esista uno stretto legame che il governo del territorio può e deve riuscire a infrangere. A tale fine si renderebbero necessarie strategie di sviluppo e di ripresa che contrastino il ricorso alle consuete pratiche di valorizzazione del territorio e che promuovano, in alternativa, l'adozione di politiche finalizzate a invertire le tendenze di porre limiti allo sviluppo del territorio.
"Bisogna ripensare ai vincoli che vengono posti e sfruttare al massimo il ricco patrimonio naturalistico che abbiamo, altrimenti ci sarà un forte calo anche delle presenze."
Anche a Cascia i nodi vengono al pettine e la crisi del commercio è sempre piè dilaniante. Claudia Mannelli, vicepresidente e referente Confcommercio per il comune di Ca scia spiega come il crollo dei consumi, il diminuito potere d'acquisto, i timori sull'occupazione e l'erosione dei risparmi sono all'origine di ciò che sta accadendo.
"Nessun nuovo filone turistico è stato catturato e registriamo un calo di vendite che si avvicina al 30%, i turisti ci sono ma spendono sempre meno. Questa situazione fa presagire uno scenario tutt'altro che favorevole. Paesaggio, clima, arte, buona cucina e spiritualità non sono più sufficienti ad aumentarne il peso per il nostro Pil. La stagionalità è sempre stata un nostro handicap, adesso che anche l'estate non tiene piè cosa succederà da ottobre in poi? Quanti saranno gli esercizi che abbasseranno la saracinesca per non riaprirla?"

Queste gli interrogativi che affliggono i commercianti casciani che vorrebbero rialzare la testa dopo questi mesi in cui hanno lavorato solamente per cercare almeno di coprire le spese. In questo quadro forse politiche sinergiche tra i territori della Valnerina potrebbero aiutare. Ci sono progetti importanti sul fronte della valorizzazione naturalistica, così come su quello della salute (a Cerreto si sta allestendo l'itinerario legato alle Terme di Triponzo). Poi altro aspetto su cui puntare sono le tipicità: Monteleone ha il suo farro dop, c'è il prosciutto e il tartufo. Le opportunità insomma ci sarebbero ma vanno sapute cogliere unendo di piè le forze.

Rita Procaccioli
Corriere dell'Umbria Mercoledì 14 Novembre 2012

venerdì 14 settembre 2012

Norcia, incenso e birra

Lavorare per essere autosufficienti. Pregare. "L'ozio è il nemico dell'anima" diceva San Benedetto nella sua Regola. Basta scambiare quattro chiacchiere con padre Benedict Nivakoff, 33 anni, per capire che al convento dei benedettini di Norcia non si fanno deroghe a questo principio. Le attività dei monaci consentono loro di non dipendere completamente dalle donazioni dei fedeli. E proprio nella città dove l'aria sa di tartufo, i 16 frati del monastero, fra due mesi produrranno e venderanno birra. Nella bottega dei benedettini, accanto alla Basilica, si trovano il miele, il cioccolato, i prodotti per la cura personale tipici della loro tradizione. a fine estate, accanto alle etichette sgargianti della birra dei trappisti, ci sarà anche quella dei frati di Norcia, prodotta sotto la supervisione di padre Nivakoff. Barba lunga, veste nera, il volto del frate tradisce la sua giovane età. Sembra un 33enne qualsiasi, che sta per iniziare una piccola avventura imprenditoriale. Ne ha tutto l'entusiasmo e l'unica differenza si scorge nella tranquillità del suo sguardo.
" Siamo 16 benedettini e l'età media è di 25 anni. La domenica sera ci ritroviamo sempre per bere insieme un boccale di birra, ci piace assaggiarne di diverse. La provvidenza ha fatto sì che 5 famiglie, una italiana e quattro americane, finanziassero l'iniziativa."
Insomma, una joint-venture tra Italia e America. E anche l'accento di padre Nivakoff di norcino ha ben poco.
"Sono del Connecticut. Ho avuto la vocazione a 16 anni, mentre studiavo in una scuola di benedettini della mia città. Dopo la laurea in storia medievale, ho deciso che questa era la mia strada e di venire qui, per tornare alle radici del nostro ordine."
Era il 2000 e si potrebbe pensare che quell'anno, a Norcia, l'arrivo di padre Benedict abbia rappresentato l'unica novità. Non è così:
"Dal 1810 alla data in cui io ho raggiunto il fondatore della nostra comunità, padre Cassiano – spiega Nivakoff – a Norcia non ci sono stati monaci dell'ordine di San Benedetto."
All'inizio del XIX secolo, infatti, le leggi napoleoniche soppressero il convento e da allora tutte le strutture passarono alla curia. Nonostante i benedettini siano presenti in tutto il mondo, per 200 anni nessuna comunità è tornata nella patria del Santo. oggi, insieme a padre Nivakoff, ci sono altri 11 americani, un inglese, due indonesiani e un italiano. Applicano la Regola con estremo rigore: la loro giornata inizia alle 4, prevede 8 momenti di preghiera, ore di lavoro fra cucina, corsi di canti gregoriani, gestione delle strutture. Una vita dura, alla quale, in paese, si guarda con rispetto, ma anche apertura e spirito di partecipazione:
"La comunità ci ha accolti da subito – ricorda Benedict – ogni giorno i norcini ci chiedono quando potranno bere la nostra birra. Saranno i nostri acquirenti, ma anche i primi venditori delle bottiglie che destineremo al commercio."
i lavori nel birrificio sono in corso, ma Padre Nivakoff sa già che sapore avrà la "Nursia":
"Ci siamo fatti mandare delle ricette tradizionali dai frati che all'estero sono impegnati in questa produzione. San Benedetto predicava molto l'utilizzo di quello che la terra produce, soprattutto intorno a casa. Prima o poi riusciremo a produrci anche gli ingredienti."

A quanto pare, sul sentiero della filiera corta, birra e tartufo non potevano che incontrarsi a Norcia.

Quattrocolonne di Maggio 2012

mercoledì 12 settembre 2012

Il terremoto del 1979 tra memoria e speranza

Norcia si prepara ad ospitare un convengo in memoria terribile terremoto che nel 1979 colpì la città ed il suo territorio; l'evento si terrà sabato 15 settembre alle ore 9.30 presso l'Auditorium San Francesco e si articolerà in 3 diversi momenti.

Il primo incontro sarà alle ore 9.30 con la conferenza "Il terremoto del 1979 tra memoria e speranza" cui parteciperanno il Sindaco di Norcia, Gian Paolo Stefanelli, Domenico Coccia, Presidente A.P.S.P., Don Antonio Diotallevi, già parroco di Savelli - S. Marco, Fabio Iambrenghi, Comitato "Una Mostra un Restauro", Romano Cordella, Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, Donatella Porzi, Assessore alla cultura della Provincia di Perugia, Luca Barberini, Consigliere Regionale ed a concludere l'intervento dell'On. Pietro Laffranco, Vice Presidente gruppo PDL Camera dei Deputati.

Al termine del convegno si svolgerà il concerto della Umbria Ensemble con Maria Cecilia Berioli al violoncello e Michele Rossetti al pianoforte che si esibiranno nel concerto “Gocce di armonia”.

Infine in Il concerto condurrà all'inaugurazione della mostra fotografica intitolata "Norcia negli scatti di Enrico Valentini: dal terremoto alla visita di Giovanni Paolo II" che rimarrà aperta fino al 06 gennaio 2013 e che prevede l'esposizione delle fotografie scattate durante e dopo il sisma e che hanno saputo cogliere l'essenza di momenti e sentimenti irripetibili del sisma.

lunedì 10 settembre 2012

Appello da Rafting Umbria alle istituzioni per l'apertura della diga di Nortosce

Rafting Umbria invita la politica regionale e provinciale a riflettere ma soprattutto ad agire perla salvaguardia degli sport acquatici ed outdoor ad essi connessi. Cristina Innocenzi, responsabile del centro rafting e kajak del fiume Como con sede operativa a pochi km da Norcia, precisamente a Serravalle, ha inviato una nota agli assessori provinciali e regionali con delega al turismo e all'ambiente affinché trovino una soluzione idonea per non limitare l'utilizzo delle acque dei fiumi in Valnerina. Tale restrizione evidenzia Innocenzi, ha già in passato creato non solo importanti ostacoli allo sviluppo di una diffusissima pratica sportiva ma soprattutto ha frenato la promozione del territorio. I prossimi 29 e 30 settembre si terranno le manifestazioni
"Gara di canoa d'alto corno mountain bike e corsa."
Per tenerle occorre che i competenti uffici della provincia e della regione autorizzino l'apertura delle diga di Nortosce. La responsabile di Rafting Umbria ha evidenziato come già la mancata apertura di tale diga abbia impedito il 29 agosto alla trasmissione "Turisti per caso" di promuovere le attività outdoor nelle Gole di Balza Tagliata, che rappresentano a livello nazionale una sostanziale esclusiva di eccellenza del turismo di qualità del comprensorio della Valle del Nera. Esaltare l'ambiente fluviale e gli sport d'acqua potrebbe essere il modo giusto per cercare di arginare il difficile periodo che i piccoli comuni stanno vivendo. La Valnerina offre la possibilità di praticare numerosi sport outdoor che consentono a tutti gli appassionati di avere un rapporto attivo e partecipe con la natura. Limitare tale opportunità significherebbe porre un freno al desiderio di avventura di coloro che giungono nel cuore verde dell' Umbria, spinti dalla voglia di scoprire questo meraviglioso territorio. Due anni fa una gara di canoa d'alto corso a Balza tagliata portò a settembre oltre 300 persone per due giorni in Valnerina.
Corriere dell'Umbria Lunedì 10 Settembre 2012