201608250220470109232L'Umbria può ritenersi fortunata. Perché questa volta non si contano vittime: solo una trentina di persone soccorse all'ospedale di Norcia per attacchi di tachicardia e qualche contuso, il più serio dei quali un uomo che ad Agriano di Norcia è stato colpito alla testa da un coppo precipitato da un tetto dopo una scossa di assestamento. Un episodio che si è concluso con una semplice e veloce medicazione. Ma i danni, comunque, ci sono. E sono consistenti e numerosi; tutti concentrati in quella Valnerina che fu colpita dal terremoto già nel 1979.

Le case danneggiate e gli sfollati.
201608250220470109231Cifre precise di quante siano le case rimaste danneggiate in territorio umbro dalle forti scosse di ieri è ancora possibile indicarle perché le verifiche, subito avviate dalla protezione civile e coordinate dal centro regionale di Foligno, sono tuttora in corso e dureranno ancora giorni. Ma è certo che ci saranno numerose famiglie costrette a lasciare le loro case e che centinaia sono gli edifici che dovranno essere sottoposti a ricostruzione o consolidamento. Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, spiega che per affrontare la prima notte, sono state subito allestite due tendopoli, una a Castelluccio e una a San Pellegrino per un totale di 1.000 posti letto. San Pellegrino, con Castelluccio di Norcia e Frascaro sono le località del nursino dove il sisma ha infierito maggiormente. Anche nel territorio di Cascia sono stati allestiti due campi per accogliere almeno 15 famiglie che, a seguito dei danni alle abitazioni avranno l'ordine di sgombero. Dieci tende sono nel capoluogo ed otto ad Avendita, la frazione più colpita della zona.

Castelluccio isolata dall'Umbria.
201608250220470109233Castelluccio, intanto, fin dalla prima forte scossa delle 3.36 è isolata dall'Umbria. Per arrivarci, causa frane sulla strada di Forca Canapine, occorre passare dalle Marche, via Visso e Castel Sant'Angelo sul Nera. Anche la strada per Norcia è interrotta, nei pressi delle gole di Biselli, per caduta massi. E Norcia è raggiungibile dalla Statale Valnerina solo transitando per Preci, Chiusa pure la statale "Tre Valli" nei pressi di Forca Canapine, per seri danni ai piloni dei viadotti nei pressi del traforo tra Umbria e Marche.

Le ferite subite da Norcia.
201608250220470109230Anche Norcia, poi, conta i suoi danni. Il terremoto ha lasciato i suoi segni nel centro storico: l'antica cinta muraria della Vetusta Nursia mostra cedimenti in vari punti con crolli anche di notevole entità. Un'intera torre del lato nord appare squassata. E le ferite sono numerose anche tra le abitazioni del centro storico, soprattutto sulle coperture e sui tetti più spioventi. Anche le due chiese simbolo nella piazza della città hanno subito duri colpi: la basilica di San Benedetto e la concattedrale di Santa Maria Argenta.
La facciata della basilica di San Benedetto mostra il pinnacolo del lato destro ruotato di 90 gradi, per un soffio non è precipitato a terra. Marco Terenzi, che con la sua "Boutique del Pecoraro" nota ormai in tutto il mondo per la singolarità del suo nome, lo guarda e ora lo indica ai suoi clienti come il

"simbolo della fortuna che questa volta ha avuto la città di Norcia."
"Le due scosse della notte - racconta - sono state fortissime. Più forti di quella del 1979 e di quelle che si sentirono negli anni '60. E se ci è andata bene dobbiamo ringraziare San Benedetto e la ricostruzione. Quella ricostruzione fatta dopo il 1979 che questa volta ci ha permesso di non contare i morti."
201608250220470109234Ma ora Terenzi, come tutti i commercianti e gli operatori turistici di Norcia, è preoccupato. Perché molti turisti, subito dopo la prima scossa, hanno radunato i bagagli e abbandonato Norcia, formando addirittura una lunga fila sulla strada per Preci. La paura, se tiene lontani i forestieri, può causare danni consistenti all'economia di tutta la Valnerina.
Corriere dell'Umbria Giovedì 25 Agosto 2016




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