Presso l'ospedale di Norcia si è tenuto nei giorni scorsi un importante corso di formazione sul "piede diabetico", il progetto promosso dalla Regione dell'Umbria prevede incontri di formazione sul territorio con i medici di medicina e generale, con i medici dei presidi ospedalieri e con il personale infermieristico.
La giornata è stata organizzata dal servizio di diabetologia degli ambulatori di Norcia-Cascia ed è stata inserita nel programma di aggiornamento che mensilmente è previsto dal distretto 1 Valnerina Asl3 per i medici di medicina generale.
La giornata di studio è stata introdotta da Fausto Santeusanio, direttore del Dipartimento di medicina Interna Università di Perugia, coordinatore del Centro di riferimento regionale per il diabete, che ha sottolineato l'importanza del ruolo del medico di medicina generale che può far molto, approcciando il problema in via preventiva con ispezioni sul paziente, ma per questo è necessaria una cultura specifica sulla materia ed un approccio multidisciplinare.
Relatori del seminario Carmine Fanelli, che ha affrontato il tema della terapia con gli ipoglicemizzanti orali, Geremia Bolli che ha trattato approfonditamente il tema della terapia insulinica mettendo in evidenza come nel passato il diabete di tipo 1 era una malattia mortale e come la ricerca abbia ormai da molti anni registrato progressi nella cura della malattia diabetica che hanno portato ad un allungamento dell'aspettativa di vita dei diabetici che ormai non differisce sostanzialmente dall'aspettativa di vita della popolazione non diabetica.
Luciano Scionti ha evidenziato che i problemi principali oggi per i diabetici non sono più quelli legati alla sopravvivenza ma quelli legati alle complicanze croniche del diabete; sia microangiopatiche, cioè dei piccoli vasi arteriosi (retinopatia, nefropatia, neuropatia), sia macroangiopatiche, cioè dei grossi vasi arteriosi (cardiopatia ischemica, arteriopatia degli arti inferiori, arteriopatia dei tronchi sovraortici.
Cristiana Vermigli si è dedicata al problema screenig e terapia del piede diabetico mostrando le più moderne tecniche e i più appropriati presidi topici da usare, ed ha evidenziato che il problema del piede diabetico e' in assoluto la complicanza che comporta il maggior numero di ricoveri ospedalieri.
É per questo che anche gli infermieri ed i podologi debbono aver chiaro il concetto di medicazione evoluta.
La partecipazione dei medici sia ospedalieri che territoriali ha trovato ampio consenso e dagli interventi del dibattito è emersa la richiesta di nuovi incontri.



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